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Cronache del Magazzino

Cronache del Magazzino

Blog Dario Ganci MagazzinoEd eccomi qui! Tornato dopo anni in questo avamposto della desolazione, in questo cadente e decadente magazzino che puzza di polvere e diluente. Attorno a me camion abbandonati, binari divelti, mattoni e intonaci fracassati ed erbacce, tantissime erbacce riarse dal sole, giallo fuoco. Crescono selvagge ovunque, invadono qualunque cosa, seppelliscono macerie e rottami.

A guardar dall’uscio, una triste fila di camion fermi, vuoti, morti, come tanti soldati colpiti da una sventagliata di mitra. E tutto è immobile, quasi calmo. Questo luogo abbandonato ha una sua magia, una sua luce, una sua ragion d’essere.

E’ la terza volta che torno a lavorare qui. La prima è stata la più bella. C’era movimento, c’era caos, c’era quasi speranza di arricchimento per tutti. Ogni giorno accadeva qualcosa di nuovo, strani personaggi entravano e uscivano dal Magazzino, ognuno con una sua storia, quasi sempre brutta, ognuno con il suo mezzo sorriso, ognuno con una lamentela sempre nuova e articolata. Io ero il fulcro di tutto questo, l’albero motore, la cinghia che collegava tutti questi personaggi tra loro, che li serviva, che cercava di accontentarli. Era il mio lavoro.

La seconda volta è durata poco, molto poco. Sono finito in strada a fare la puttana della carta vetrata. Invece di vendere prestazioni sessuali vendevo vernici, abrasivi, viteria, roba così. Non sono mai stato bravo a vendermi, men che meno a vendere. Una puttana molto scarsa e infelice, con l’autostima sotto la suola delle scarpe sporche e che spesso si rifugiava in luoghi isolati e assolati a fumare e a riflettere sulla propria disperazione.

Questa è la terza volta! Un destino bizzarro mi sta spingendo nuovamente nei meandri di questo luogo rovente d’estate e gelido d’inverno, un luogo al quale sembra che io sia intrinsecamente legato da qualche perverso legame che puzza di acetone e sterpaglie bruciate. E’ cambiato tutto in questi anni e in questi ultimi mesi la mia vita ha subito trasformazioni inimmaginabili. Sto attraversando il dolore, la frustrazione, la depressione e la delusione. Sto combattendo contro spettri di nebbia che nascondo la strada verso la mia redenzione e verso un pò di fortuna e gloria.

Non so dove mi porterà questo nuovo inizio, non so bene cosa farò, che situazioni incontrerò, non so proprio nulla. So soltanto che sto ballando una nuova danza, qui in questo magazzino desolato. Per la prima volta sto ballando da solo, non ho un pubblico che mi critica e mi urla contro, non ho nessuno che mi consiglia. Sono solo! Devo giocarmela bene, c’è in ballo il mio futuro e quello della persona che più amo al mondo!

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