Mistborn: L’Ultimo Impero di Brandon Sanderson [Recensione]

Brandon Sanderson - L'Ultimo ImperoLa progenie delle Nebbie

Brandon Sanderson è uno scrittore fantasy ancora poco conosciuto in Italia, nonostante abbia scritto tanto e molte delle sue opere sono state tradotte nella nostra lingua.

Caratterizzato da uno stile non troppo complesso e ricercato, la grande abilità di Sanderson è quella di riuscire a creare mondi, ambientazioni e atmosfere incredibilmente realistiche (nonostante si tratti di uno scrittore fantasy), complesse e fuori dal comune.

Massimo esempio di questa abilità dello scrittore statunitense è la serie Mistborn, già arrivata, negli Stati Uniti, a ben  8 volumi e in corso di traduzione anche in Italia.

In questa recensione voglio parlarvi del primo libro di questa saga, Mistborn: L’Ultimo Impero, un libro che ho amato fin dalle prime pagine.

L’ultimo impero

Il romanzo è ambientato nel fittizio mondo di Scadrial, dominato da nebbie inquietanti, vulcani che eruttano cenere e da un sole rosso sangue. Un mondo dominato dal temibile Lord Reggente, l’uomo che, mille anni prima dell’inizio della storia era asceso al rango di divinità salvando l’umanità del “Baratro”.

Il Lord Reggente è il Frammento dell’Infinito. È un pezzo di Dio stesso. Non puoi ucciderlo.

La società dell’Ultimo Impero è divisa in due classi sociali, gli Skaa, uomini trattati alla stregua di schiavi e sfruttati per i lavori manuali e i Nobili, discendenti di coloro che aiutarono il Lord Reggente nella sua battaglia finale. Questi ultimi possiedono il dono dell’allomanzia, un potere sovrannaturale legato ai metalli di cui parleremo tra poco.

In Mistborn: L’Ultimo Impero seguiamo le vicende di Kelsier, un ladro Mistoborn dalla personalità (molto)complessa e della giovane Vin, una ladra adolescente anch’essa con il dono dell’allomanzia.

Sanderson ci catapulta nella decadente e sporca città  di Luthadel, capitale dell’Ultimo Impero e sede del governo del Lord Reggente. Tra luridi vicoli, maestose fortezze nobiliari  e sofisticati covi di ladri, i nostri protagonisti si muovono furtivi con l’intento di rovesciare il governo e portare gli Skaa al potere

Uccidere il Lord Reggente? Il lord Reggente era una forza come il vento o le nebbie. Certe cose non si potevano uccidere. Non erano realmente vive. Esistono e basta.

Insieme a loro, la banda di allomanti di Kelsier, il bruto Ham, il subdolo Breeze, lo scontroso Clubs, il giovane Spool e il povero Dockson, unico membro a non avere poteri e relegato al ruolo di burocrate\organizzatore.

Contro di loro, le forze dell’Ultimo Impero e le famiglie Nobili della città, sempre troppo impegnate a farsi la guerra tra di loro per accorgersi della tempesta in arrivo.

Un classico fantasy?

Così, a prima vista, Mistborn: L’Ultimo Impero sembra seguire un classico copione fantasy: il solito gruppo di eroi  che devono sconfiggere il cattivone di turno e per farlo affronteranno mille peripezie. Ma leggendo il libro scoprirete che non è così.

Sanderson, nel suo romanzo stravolge i canoni classici eliminando drasticamente tutti quegli elementi che caratterizzano la letteratura fantasy da Tolkien in poi.

Non esistono razze (via quei fastidiosi Elfi) ma solo uomini e poche ben definite creature sovrannaturali. Non c’è nessun mondo da salvare, il cattivo di turno ha già vinto e ha ridotto il mondo in cumulo di cenere e miseria. Quindi i nostri eroi non devono salvare il mondo stanno organizzando un colpo di stato portando al potere la loro classe sociale.

Ad essere assente è anche il tema del viaggio e della “crescita” dei personaggi.Tutta l’azione si svolge nella città di Luthadel e non ci sono missioni da completare o oggetti magici da recuperare. I vari personaggi non potenziano le loro abilità, sono già dei maestri nei loro rispettivi campi e la narrazione ci svela le loro abilità ma soprattutto le loro personalità.

L’unico personaggio a uscire da questo schema è Vin che, nel corso del romanzo e in modi, a volte forzati, a volte rocamboleschi, impara a conoscere e a gestire la sua allomanzia, crescendo.

L’Allomanzia

Le nebbie sono nostre amiche. Ci nascondono. Ci proteggono. Ci danno potere.

Poc’anzi abbiamo parlato di allomanzia, di Mistborn e abbiamo detto che quasi tutti i personaggi principali sono allomanti ma cos’è questa benedetta cosa?

Si tratta, a mio parere, del vero colpo di genio di Brandon Sanderson.

Alcuni esseri umani possono avere accesso a poteri straordinari bruciando metalli all’interno del proprio corpo. Questi sono gli allomanti. Sono pochi, pochissimi su Scadrial quasi tutti appartengono alla nobiltà e i pochi Skaa che dispongono di questi poteri sono discendenti di figli illegittimi di nobili.

Esistono due tipi di allomanti, i Misting, cioè coloro che sono in grado di bruciare un solo metallo e i Mistborn coloro che possono bruciare tutti gli otto metalli allomantici e i due metalli divini.

Sanderson costruisce un sistema chiaro e delinea in modo preciso il potere che ogni singolo metallo, senza scivolare nell’infodump

Per una spiegazione più approfondita vi invito a consultare questo link

Sfruttando le abilità degli allomanti, l’autore ci trascina, nel corso del romanzo, in un adrenalinico susseguirsi di scene d’azione, combattimenti spettacolari sopra i tetti di Luthadel, complotti, segreti fino al dolce\amaro epilogo che lascia nel lettore più dubbi che certezze.

Un mondo in cenere e nebbia

Le piogge di cenere non erano insolite nell’Ultimo Impero, ma Tresting aveva sperato di non macchiare di fuliggine la giacca e il farsetto rosso nuovi

Scadrial è un mondo disperato, una versione più fertile e meno tenebrosa di Mordor. Il sole è costantemente oscurato dalla cenere che decine di vulcani eruttano costantemente, le piante crescono scheletriche, producono pochi e avvizziti frutti e le loro foglie sono marroni.

L’Ultimo Impero è cupo e desolato, costantemente sporcato dalla cenere che cade dal cielo e soffocato dalle misteriose nebbie che ogni notte emergono terrorizzando gli abitanti.

Questi ultimi riflettono perfettamente l’atmosfera vivendo le loro esistenze in condizioni disumane, sfruttati e maltrattati dalla nobiltà.

Con la sua scrittura semplice e molto descrittiva, Sanderson riesce a trasmetterci questo enorme senso di oppressione, ci mostra le baraccopoli, le case di Luthadel cadenti e sporche contrapposto allo sfarzo delle dimore nobiliari e all’inquietante fortezza dove vive il famigerato Lord Reggente.

Pseudobiblum

Le profezie di Terris dicono che io avrò il potere di salvare il mondo…D’altra parte lasciano intendere che avrò anche il potere di distruggerlo

All’inizio di ogni capitolo possiamo leggere dei brevi testi che poi, scopriremo, sono estratti di un diario rinvenuto nella dimora del Lord Reggente. Grazie a queste letture e agli estratti che vengono letti dai protagonisti scopriamo le mille sfaccettature, i tormenti e i dubbi dell’eroe che mille anni prima doveva salvare il mondo.

Un campione riluttante, che vive nel costante terrore che le sue azioni possano essere più positive che negative, e che le profezie su di lui siano solo un grosso abbaglio di un gruppo di fanatici religiosi, un semplice uomo che sembra destinato ad affrontare il Male per la salvezza dell’umanità.

Questo pseudobiblum è una parte essenziale per comprendere il complesso intreccio della trama e servirà a capire, solo in parte, come un mondo, che doveva essere salvato, è diventato un luogo orribile dove vivere.

I personaggi

Veniamo a un altro punto forte di Mistborn: L’Ultimo Impero, i personaggi.

Kelsier

C’è sempre un altro segreto – Kelsier

E’ uno dei due protagonisti del libro. E’ un Mistborn molto potente ed è il carismatico leader della banda che pianifica il colpo di stato contro il Lord Reggente.

Ingenuo e scaltro, bonario e crudele, manipolatore e martire, Kelsier, dietro il suo onnipresente sorriso è uno dei personaggi più complessi e contraddittori che abbia mai letto.

Non è il classico antieroe maledetto che va tanto di moda per ora ma un eroe “umano” pieno di contraddizioni, indecisioni ed esagerazioni e che, nonostante un fato avverso riesce a portare avanti i suoi piani, anche a spese di coloro che gli stanno vicino.

Vin

I migliori bugiardi sono quelli che dicono la verità la maggior parte delle volte – Vin

E’ forse la vera protagonista del romanzo. Ha 16 anni ed è sempre vissuta in strada addestrata e torturata dal fratello.  Segnata profondamente dalla sua vita e con un irrisolto complesso dell’abbandono, Vin è tanto diffidente da aver paura di permettere che qualcuno le si avvicini, preferendo rimanere isolata e nell’ombra.

L’incontro con Kelsier, oltre a farle scoprire i suoi enormi poteri, le insegnerà a credere di più negli altri esseri umani e a sperare in un futuro migliore.

Nonostante questo si tratta, forse di uno dei personaggi più antipatici, petulanti e irritanti che abbia mai letto. A volte la sua paranoia e le sue seghe mentali vi faranno uscire dai gangheri. Crescendo, nel corso del romanzo, mitigherà un pò questi suoi lati negativi, ma probabilmente non vincerà mai un premio per la simpatia.

Sazed

La fiducia non è qualcosa che vale semplicemente in tempi buoni e giorni sereni. Cos’è la fiducia, cos’è la fede, se non la si mantiene dopo un fallimento? – Sazed

Educato, composto e flemmatico, Sazed è forse il personaggio più riuscito del romanzo o quanto meno quello in grado di farti esclamare “Wow!”.

E’ il maggiordomo di Kelsier e dietro il suo carattere mite e rassicurante si nascondo no segreti e capacità inaspettate. Sebbene non sia uno dei protagonisti è una presenza costante in tutto il romanzo che va a controbilanciare la follia di Kelsier e il delirio paranoide di Vin.

Purtroppo svelare altro di Sazed implicherebbe rivelare spolier e parti importanti della trama. Posso solo dirvi che le profezie della sua razza, i Terrisiani, hanno portato il mondo allo sfacelo portando sul trono il Lord Reggente.

Lord Reggente

Io sono Dio! – Lord Reggente

Sebbene compaia fisicamente in pochissime scene, il cattivone di turno fa sentire la sua presenza in tutto il romanzo. Sanderson avvolge questo personaggio in un manto di mistero e di mitologia. Il suo nome verrà rivelato solo nelle ultime pagine, il suo aspetto fisico è mutevole i suoi poteri sono immensi e gli garantiscono l’immortalità…o quasi.

Il grande fascino di questo personaggio sono appunto i segreti che lo circondano le mille domande che ci si pone osservando le sue azioni e ascoltando le sue parole.

E’ un vero tiranno? E’ veramente così malvagio come sembra? L’oppressione e la stasi del suo Impero hanno una giustificazione? Lo scoprirete leggendo.

Personaggi Secondari

Eccoci qui… a combattere nella folle, piccola guerra di Kell, opponendoci a un Dio che sappiamo che non farà che massacrarci tutti. – Dockson

Abbiamo già accennato ai compagni di avventure di Kelsier e Vin. La banda di allomanti che  tenterà l’impresa di rovesciare il Lord Reggente è uno spumeggiante mix di personalità contorte e disturbate.

Ciascun membro della banda è dotato di un potere diverso dall’altro ma tutti necessari per compiere la loro  impresa.

Non si tratta di comprimari di cartone, ma personaggi ben costruiti, reali e coinvolgenti con il loro carico di preoccupazioni, ricordi spiacevoli e cicatrici varie.

Tutti sempre pronti ad adattarsi al mutare delle circostanze e a portare avanti il loro piano, anche fino alle estreme conseguenze.

Conclusioni

Mistborn: L’Ultimo Impero è il primo romanzo dell’omonima saga ma può essere letto tranquillamente come un romanzo autoconclusivo. Non tutti i misteri vengono risolti e non tutte le domande vengono chiarite ma la conclusione, per quanto amara è quasi accettabile.

Lo stile di Sanderson è semplice e scorrevole con un ottimo dosaggio tra mostrato e raccontato e senza scivolare nell’odiato e pesante infodump.

La trama, all’apparenza semplice e già vista è in realtà molto contorta e ramificata cosparsa di  lunghe pianificazioni e travolgenti scene d’azione, il tutto sempre con quella sensazione di catastrofe imminente che permea ogni aspetto della narrazione, dall’ambientazione, ai dialoghi ai pensieri dei personaggi.

Un sistema di magia assolutamente inedito, personaggi complessi e contorti, un’ambientazione realistica, cupa e opprimente e uno stile in grado di rendere vive e coinvolgente sia le scene di azioni che i momenti di calma. Sono questi gli ingredienti di questo piccolo capolavoro.

Se si cerca un fantasy diverso, originale e fuori dai canoni classici Mistborn: L’Ultimo Impero è la lettura che fa per voi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *